ELOGIO DEL GODIMENTO LENTO

Stamani apro il giornale ed in bella evidenza cosa ti vedo ? Una bella foto  di un “teledildo”, ultima trovata tra gli oggetti per praticare il cybersesso. Leggo allibito l’intervista ad una seriosa professoressa di non so quale istituto americano sul sesso che afferma che “Tra meno di dieci anni saranno sviluppate tecnologie in grado di realizzare strumenti grazie ai quali chiunque potrà programmare un amante virtuale che abbia attributi con le caratteristiche e le dimensioni desiderate, in grado di pronunciare le frasi agognate al momento giusto dell'amplesso, facendo sì che il rapporto venga allietato anche da quelle sorpresine che il più delle volte dobbiamo chiedere, e che invece vorremmo che avvenissero in automatico. Al momento la nuova frontiera è quella dei teledildo, ovvero dei dildo - giocattoli sessuali spesso di forma fallica - azionati tramite computer e rete internet”.
Subito sotto un serioso presidente di una altrettanto seriosa ditta di questi nuovi oggetti del desiderio rincara la dose: “Quelli che usavano i vecchi vibratori ormai non esistono più. Negli ultimi anni ho venduto migliaia di prodotti da usare tramite il web, e i miei acquirenti non sono una minoranza fatta di pazzoidi lunatici. Un esempio? Il vero boom per la mia azienda è arrivato dopo lo scoppio della guerra in Iraq”.
Ed io che pensavo che simili aggeggi fossero la consolazione di poche persone che così sopperivano alla cronica mancanza di un partner… io che credevo che l’approccio amoroso od anche solo sessuale fosse ancora la principale fonte di soddisfazione reciproca tra i due sessi….
Povero illuso; al solito non riesco a stare al passo con i tempi.
Eppure i miei sforzi cerco di farli: non mi son forse subito buttato sulle autostrade informatiche alla ricerca di chissà quali meraviglie e chissà quali libertà che dopo un po’ ti accorgi essere veramente solo virtuali ? Non ho forse comprato uno dopo l’altro prima il lettore universale di  divx-mp3-eccetera, poi l’autoradio con lettore mp3 per l’auto, per poi arrivare all’agognato i-pod ? Ma al teledildo od altro oggetto di piacere simile no, non mi piegherò mai.
Si godrà anche tanto ma io preferisco ancora toccare un bella pupa in carne ed ossa. E poi, dopo tutti questi oggetti mirabolanti mi sono accorto che, in fondo, i films si vedono molto meglio con il dvd o meglio ancora al cinema e la musica si ascolta molto meglio mettendo nel lettore un cd o, meglio ancora,  il vecchio lp sul piatto.
Ok il progresso un prezzo lo deve pur avere, la comodità spesso va a discapito della qualità; ma non è forse preferibile un bel piatto di pasta ben cucinata mangiato a tavola apparecchiata invece di uno squallido contenitore di alluminio riscaldato al forno microonde con dentro una sbobba informe che di pasta ha solo il nome ?  E’ chiaro che spesso le necessità ci portano a fare delle scelte che non sono le migliori, tipo quelle di consumare una pasto in piedi in qualche squallido bar; ma quando possiamo perché negarci il piacere di un bel pasto consumato in tranquillità magari in compagnia di altre persone che, come noi, apprezzano la cosa ?
Certo, ben vengano oggetti come l’i-pod, che ci permettono di portarci sempre dietro la nostra discoteca  e di fruirne in posti e situazioni fino a poco tempo fa impensabili. Ma siamo altrettanto consapevoli che un disco, quando fatto da un vero artista, è fatto anche di tanti particolari che un ascolto veloce o fatto in situazioni non ottimali non ci lascia sicuramente apprezzare. Che un ascolto fatto con un paio di cuffiette in mezzo al traffico non ci può sicuramente far apprezzare le mille sfumature di un disco. Quando possiamo allora sediamoci tranquilli davanti al nostro stereo e lasciamoci trasportare dalla nostre note preferite.
Chiunque abbia minime nozioni di suono od anche un minimo di orecchio, sa che con la compressione in mp3 molte frequenze vengono tagliate e che quindi quel determinato pezzo di fatto ne diventa un altro, di qualità sicuramente inferiore. Eppure ci vendono ormai gli mp3 a prezzi quasi simili a quelli di un cd, almeno all’estero, visto che qui da noi anche i prezzi dei cd continuano ancora ad essere fuori da ogni logica.
La verità è che i signori discografici ci spingono sempre più  ad un consumo veloce e superficiale, sempre alla rincorsa dell’ultima novità, fregandosene del valore artistico (quando c’è) dell’oggetto disco; vogliono un mercato sempre più ristretto a pochi nomi sicuri. E chi se ne frega se ci sono dei talenti che non riescono a trovare sbocchi. Chi se ne frega se ormai le stars del mercato di artistico hanno poco o niente. Vendere, vendere. Quando non vendi più vai pure a farti fottere. Avanti il prossimo fenomeno.
L’ultima, poi. Adesso ci vogliono addirittura far vedere i films sui cellulari. Ok, simpatico il filmatino con la bella o l’amico che fanno ciao per dieci secondi: ma avete mai provato a stare un paio di ore con gli occhi sgranati davanti al telefonino ? Che senso ha che un regista stia dietro ad inquadrature, ricerchi dagli attori quel particolare sguardo, quando poi tutto questo non sarà sicuramente visibile in uno schermo di 5 centimetri per 5 ?
C’è qualche soluzione a questa violenza mediatica degna del miglior Orwell ? Sicuramente un consumo più responsabile e ponderato. Saper distinguere quello che veramente ci serve dal superfluo.
Riflettete un attimo: quando mai riusciremo a vedere un film intero davanti al cellulare ?
Ed allora lasciamo ad esempio  tutti i nuovissimi modelli di cellulari invenduti negli scaffali. Che se li friggano…. Forse così cominceranno a porsi qualche domanda.
Ricordiamoci che il mercato in fondo siamo noi; cerchiamo di renderci conto  che possiamo decidere quello che ci serve o meno, senza lasciarci influenzare da un qualsiasi imbonitore. Avete mai pensato che basterebbe smettere tutti di comprare un prodotto o una marca ed anche la più grossa multinazionale andrebbe a gambe all’aria ? Meditateci un po’ sopra.
E magari con i soldi risparmiati, dopo una bella cena, possiamo andare in massa al cinema con gli amici, allora si che ci divertiremo e potremo veramente dire se un film è bello o meno. E, male che vada, se proprio abbiamo sbagliato film, potremo sempre consolarci nell’oscurità con la nostra lei o lui che sia, sarà sicuramente sempre meglio che stare davanti ad un monitor di pc con in mano l’ultimo modello di teledildo.

IZIMBRA

Maggio 2006