Ed il Cd Diventa Sempre Più Caro...

A titolo informativo....per chi non ne fosse al corrente, le ultime novità dal punto di vista discografico sono state aumentate di prezzo. In ordine cronologico, la prima casa che ha aumentato il prezzo è stata la Polygram, con l'uscita dell'ultimo lavoro di Zucchero: gran bel disco dal punto di vista tecnico, ma carente nei testi; che in giro veniva venduto tra le 37.000 e le 39.000 lire; la Polygram, però si è giustificata dicendo che nell'arco di poco tempo (chissà per loro quanto sarà questo poco...), il prezzo diminuirà.
Nel frattempo le altre case discografiche si sono adeguate, in primis la CGD che ha stampato l'ultimo album di Raf a prezzo decisamente troppo alto (anche se ha aggiunto un Cd-Rom interattivo). Ma non è tutto perchè, mentre la Polygram ha alzato il prezzo delle sole novità, la CGD ha alzato il costo di tutto il catalogo ad alto prezzo (è il catalogo dei titoli di punta, o titoli che continuano a vendere molto, di un qualsiasi artista), .... come se già i supporti musicali in generale non costassero niente. Ho parlato di "supporti musicali in generale" perchè a questo aumento sono soggette anche le cassette che costeranno 25.000 / 26.000 lire. A proposito di cassetta, per chi volesse comprare una "cassetta in catalogo" di un qualsiasi artista, non la troverà più in quanto la maggior parte di queste non verrà ristampata. E così oltre al vecchio vinile, anche la cassetta sta scomparendo per lasciare il passo forse alla DCC o al MiniDisk.
Il brutto di questi avvenimenti per noi acquirenti è che li subiamo senza poter far nulla. Quasi sempre acquistiamo CD a scatola chiusa senza sapere se contengono delizie o come nella maggior parte dei casi schifezze. Bisogna dire che in altri paesi europei, senza parlare dell'America o del Giappone, i supporti musicali hanno dei costi veramente bassi, rispetto allo stipendio medio della popolazione, e che secondo un accordo di mercato il prezzo dei CD in Europa doveva essere massimo £ 20.000 per l'alto prezzo, e £ 13.000 circa per il basso prezzo.
Queste tariffe però in Italia non sono mai state rispettate perchè c'è chi dice che il mercato non permette certi prezzi, e le case discografiche ci andrebbero in fallimento. Secondo una riflessione molto logica, se il cd costasse anche £ 10.000 in meno, sicuramente ci sarebbe un aumento non indifferente di vendite, che ai fini del mercato risulterebbe molto vantaggioso (possiamo vedere facilmente gli effetti del "Discount" sul mercato degli alimentari).
L'aggravarsi di queste tariffe è da considerarsi anche a causa del nostro "Dini" il quale non considerando la musica come una cultura, ma come una cosa di lusso, ha portato l'i.v.a. dal 13%(che era già cara) al 16%, mentre normalmente un qualcosa che fa cultura, tipo un libro, ha l'i.v.a. al 4%.

Marco Del Toro

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