Led Zeppelin: Il Martello Degli Dei (Parte 1)


Jimmy Page (chitarra), Robert Plant (voce e armonica), John Bonham (batteria), John Paul Jones (basso e organo): la
favolosa storia dei quattro musicisti inglesi che, sotto il nome di Led Zeppelin, e grazie al loro innovativo hard-rock-
blues, hanno fatto irruzione sulla scena rock di fine anni sessanta arrivando ben presto a eguagliare e superare in successo
e popolarità gli stessi Beatles, fino a imporsi negli anni `70, come la rock band n 1 della scena mondiale, tra oceaniche
tourn‚e e milioni di dischi venditi.
Se non i più famosi rockers di tutti i tempi, i Led Zeppelin sono stati almeno tra i più acclamati e venduti,
padroni di un intero decennio (gli anni `70) con radici che affondano negli anni del beat e si estendono fino ai nostri
giorni. Le giovani generazioni li hanno amati per il loro rock leale e appassionato, per la loro prorompente vitalità dei
loro gesti, per il gusto del "meraviglioso" in scena che tanto ha condizionato nel bene e nel male la musica giovane degli
ultimi tempi. Di ognuno di loro si è detto, sino al fatidico giorno dello scioglimento, che era il migliore nella sua
categoria: Robert Plant come cantante con nobili venature blues, Jimmy Page tra i chitarristi visionari e strepitosi, John
Paul Jones fra i tastieristi con la testa nei sogni e John "Bonzo" Bonham tra i drummers spericolati e tempestosi. La loro
infinita fantasia si può notare in qualsiasi particolare della loro storia, per esempio le copertine dei loro dischi. Per la
copertina di Remasters i Led Zeppelin hanno voluto confermare la loro originalità anche in fatto di immagine hanno
infatti scelto una fotografia che ritrae certi strani segni apparsi qualche tempo fa intorno ad Alton Barnes in Inghilterra.
Questi segnali non hanno una spiegazione scientifica e molti esperti di ufologia vi leggono un codice di comunicazione
intergalattica. Quello che inquieta, poi è che queste tracce presentano sorprendenti analogie con altre apparse sulle Ande
a migliaia di chilometri di distanza. Ma già in diverse occasioni i Led Zeppelin hanno realizzato copertine cariche di
significati, espliciti e non. Nel `71 obbligarono la loro casa discografica a pubblicare il loro quarto album con una busta
che non recava nè il titolo, nè il nome della band. Unici simboli di identificazione del prodotto, alcune scritte non
alfabetiche sempre rimaste misteriose. Nel `79 per l'album "In throught the out door" commissionarono al famoso Studio
Hipgnosis una copertina stampata poi in sei diversi colori e avvolta in una busta nera che ne impediva l'identificazione.


DISCOGRAFIA :


LED ZEPPELIN I - 17 giugno 1969

Segni particolari molti. I Led Zeppelin , ossia il "dirigibile guida", fecero a meno della "a" per allinearsi al gusto
dell'epoca, che trovava molto divertente e opportuno presentarsi con una deformazione linguistica sulla parte visibile
della cassa della batteria: Byrds invece di Birds, Beatles invece di Beetles, Monkees invece di Monkeys. Se molti erano i
dischi che avevano sancito la nascita della Swinging London, questo forse è l'unico che ne anticipa la morte, pur essendo
stato pubblicato nel pieno svolgimento delle manovre culturali connesse alla storica definizione. E' blues pesante, fantasia
di bianchi eccitati almeno quanto lo era Keith Moon quando ascoltandoli disse che parevano dei lead ballons. "Baby, I'm
gonna leave you" e "Communication breakdown" sono il valico tra Yardbirds e Led Zeppelin. "Dazed and confused" la
continuazione di un'abitudine stilistica. VOTO 9

LED ZEPPELIN II - 22 ottobre 1969

E' il disco che ha cambiato la loro immagine, trasformando contemporaneamente l'immagine del rock n'roll circostante.
Il blues diventa hard, poi scende ancora più in basso rasentando la schizofonia e infine si innalza rarefacendosi in "Thank
you", che non è più un genere, ma un progetto di ardimenti vocali, di timide esplorazioni del sentimento e di voracità
sessuale. Robert Plant la fa da padrone e "Heartbreaker" è un singolo da cambiarci il mondo: due elementi che
dimostrano la novità ideologica del gruppo, che consiste essenzialmente nel tenersi lontano dalla bagarre ideologica del
Sessantotto. Si parla di nuovi Beatles. VOTO 10

LED ZEPPELIN III - 5 ottobre 1960

Espressione compiuta di rock n'blues e definitivo chiarimento su cosa sia Led Zeppelin a un terzo del cammino. E' il
disco celebrativo delle conquiste formali dei primi anni, ma con una nota in più, e sempre con l'insolenza di non farsi mai
vedere soddisfatti. "Since I've been loving you" è la canzone più struggente del repertorio del gruppo, cadenzata come
una favola ma violenta come una condanna. Le si aggiungono "Tangerine " con la quale Jimmy Page intendeva
sperimentare l'intercambiabilità degli arrangiamenti (alla Beatles per intenderci nel periodo di "Rocky Raccoon") e
un'isterica "Gallows Pole". "Immigrant song" e "Bron-Y-Aur-Stomp" sono altri incentivi per lo splendore di questo
album. VOTO 9


TO BE CONTINUED....

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